Un Re e un Regno

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Lc 23,35-43

Già non è semplice fare i conti con uno che vuole essere riconosciuto come Re; nonostante tutte le incertezze, la democrazia è ritenuta presso di noi, il modo normale per gestire il governo di un paese o di qualsiasi altra realtà che richieda una figura responsabile.
Poi Gesù non ci rende le cose facili, perché per nulla si comporta come un Re.

Il tema della regalità è stato molto sofferto nella storia di Israele. Prima, per stabilire l’opportunità di un vero e proprio Re per un popolo che aveva la consapevolezza di appartenere in modo concreto al Signore e di dover rendere conto solo a lui. Samuele testimonia tutto il travaglio di questa scelta che sembrava tropo omologante rispetto agli usi degli altri popoli. Alla fine, su ispirazione di Dio, Samuele concede agli Israeliti di avere un re, ma che doveva essere diverso dagli altri e doveva essere scelto direttamente da Dio: così sarà per Saul, Davide e Salomone.

Nella storia che segue, i re d’Israele e di Giuda non sono sempre stati modelli da seguire, né persone illuminate nello svolgere il loro compito, sia a livello ordinario che a livello tutto particolare richiesto al re che governava il popolo di Dio. Non sono state rare le volte che questi re per convenienza o vigliaccheria hanno compiuto scelte disastrose per il Popolo di Dio, tanto da condannarlo alla divisione e all’esilio.

Gesù si presenta come Re.
Nel dialogo con Pilato, riportato nel vangelo di Giovanni, alla domanda esplicita, Gesù risponde di essere Re a tutti gli effetti, ma di essere diverso da tutti gli altri Re, perché il suo Regno non è di questo mondo (Cfr Gv 18,36-37).
La liturgia di questo giorno ce lo presenta “assiso” sul trono della croce e, mentre tutti coloro che gli stanno di fronte e accanto lo invitano o gli intimano di salvare se stesso per dimostrare la sua regalità, certificata dal cartiglio sulla croce, Gesù dona la sua vita e introduce nel suo Regno il solo che lo ha riconosciuto come salvatore.

Il legame tra regalità di Gesù, croce e Regno di Dio è un legame molto stretto, ricordando anche Gesù che ha detto: se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce (ogni giorno) e mi segua… (Cfr. Lc 9,23). Anche noi, se vogliamo regnare con Cristo dobbiamo accogliere la croce e rinnovare la nostra scelta di seguire Gesù. rinnegando noi stessi e non essendo preoccupati di salvarci.

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