Paura di Dio

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Lc 19,11-28

La paura di Dio è l’esatto contrario della fede in Lui.
Come in tutte le altre situazioni, anche la paura di Dio ci blocca e ci impedisce di portare frutto. Blocca la nostra vita e ci costringe in una visione piccola e sterile dove tutto è ridotto al minimo.

Gesù è venuto ad annunciare il Regno di Dio e a liberarci dalla paura di Dio che il peccato ha fatto crescere in noi. Il peccato, infatti, ha la sua radice nella sfiducia in Dio e nella necessità di difendersi da un ‘dio’ che non vuole il mio bene, ma che mi vuole soggiogare ai suoi interessi.
E’ il suggerimento subdolo e bugiardo che il serpente ha posto nell’orecchio dei nostri progenitori, quando ha deturpato il volto di Dio Padre con la maschera di un dio crudele che vuole difendersi dall’uomo ed impedire all’uomo di diventare come lui (Cfr Gen 3,5). E’ lì, nel peccato, che nasce nell’uomo la paura di Dio. Al suo appello paterno: “Adamo dove sei?“, l’uomo risponde nascondendosi per paura “Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto” (Gen 3,10).

Quando questa paura continua a dominare l’uomo e a separarlo da Dio, la sua vita diviene sterile e incapace di fruttificare anche minimamente, impedita a pensarsi come capace di portare anche semplicemente degli interessi bancari.
Al contrario una vita che si apre alla fiducia e vince la paura che il peccato ha seminato nel nostro cuore, è una vita che porta frutto in abbondanza ed è capace di accogliere sempre più frutto (ha chi ha, sarà dato…).

E’ bello vedere – invece – come il Regno di Dio si manifesta in una grande fiducia di Dio nei nostri confronti. La ricompensa per chi ha fiducia in lui, non è solo è una vita fruttuosa, ma anche la possibilità di regnare con lui.
Ciò che il peccato ci ha tolto, perché pensavamo che Dio non fosse disponibile a condividerlo con noi (l’essere come lui), Dio ce lo ha restituito in Gesù. L’unica possibilità per ottenerlo è – però – avere fiducia in lui e vincere ogni paura di lui grazie a ciò che Gesù ci ha rivelato di Dio: la sua paternità misericordiosa e benevolente.

44Gesù allora esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; 45chi vede me, vede colui che mi ha mandato. 46Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. 47Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. 48Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. 49Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. 50E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me». (Gv 12,44-50)

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