Il Dio dei vivi

resurrection

Lc 20,27-38

Il caso presentato a Gesù dai Sadducei è così assurdo che verrebbe da chiedersi perché certa gente ha tempo da perdere. Eppure Gesù non si tira indietro, non li manda a quel paese, perché intuisce che dietro il ragionamento contorto e capzioso, in realtà c’è una ignoranza grave su chi sia Dio.

Nello stesso racconto narrato da Marco e da Matteo, Gesù ammonisce fortemente i suoi interlocutori, mettendo in evidenza la loro ignoranza: “Gesù rispose loro: «Vi ingannate, perché non conoscete le Scritture e neppure la potenza di Dio.” (Mt 22,29 e Mc  12,24). Quando questi uomini mettono in dubbio la risurrezione, mettono in dubbio la vera e fondamentale identità di Dio, che non si lascia sconfiggere dalla morte e non è un Dio dei morti. La verità su Dio è che lui è il Signore della vita e “tutti vivono per lui“.

E noi? Cosa pensiamo e crediamo su Dio? Cosa pensiamo e crediamo sulla sua potenza di vita? Festeggiamo commossi una nascita e ringraziamo Dio, ma lo riconosciamo come il Dio dei viventi vincitore sulla morte?

Il fatto della risurrezione mette alla prova fortemente la nostra fede perché è un terreno di verifica definitivo che fa crollare tutti i nostri minimalismi di fede. Come sempre san Paolo è molto chiaro su questa questione che costituiva il centro del suo annuncio:

12Ora, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti? 13Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto! 14Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede. 15Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato il Cristo mentre di fatto non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. 16Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; 17ma se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati.18Perciò anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. 19Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini.” (1 Cor 15,12-18)

La risurrezione ci dice tutto ciò che di Dio noi dobbiamo conoscere: che lui è creatore e redentore; che lui è custode della vita oltre la morte e che non ci ha creati per la morte, ma per la vita, per partecipare alla sua vita. E’ sempre san Paolo che con parole molto chiare mette in evidenza questa esperienza di fede nell’inno della lettera agli Efesini:

3Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
4In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
5predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
6a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
7In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.
8Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
9facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
10per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.
11In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
12a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
13In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità,
il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
14il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione
di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria. (Ef 1,3-14)

Benedetto il Dio dei viventi, in lui, per lui e con lui viviamo e vivremo.

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