Tra urgenza e pazienza

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Lc 13,1-9

Il richiamo di Gesù alla conversione si fa urgente…
La nostra indole ci porta a rimandare continuamente ciò che troviamo scomodo e difficile anche quando ne riconosciamo la necessità: una dieta più sana, una visita medica o dal dentista, la visita di una persona che non ci è tanto simpatica, l’adempimento di un obbligo che ci risulta gravoso…
La realtà che ci circonda, invece, i fatti che accadono attorno a noi, ci rivelano l’urgenza di armonizzare la nostra vita con la volontà del Signore, senza procrastinare la nostra scelta definitiva, non per timore di una sciagura o di una punizione, ma per la consapevolezza che, se vogliamo vivere qualcosa di bello e significativo – sebbene faticoso – non dobbiamo rimandare.

La parabola del fico che non porta frutto ci rivela – d’altra parte – la pazienza di Dio nei nostri confronti, che attende la nostra corrispondenza ai doni della sua grazia. La parabola, con un linguaggio molto asciutto, ci ricorda che anche la pazienza di Dio ha un limite, che viene un momento in cui dobbiamo presentare i frutti di ciò che abbiamo vissuto: si tratta di un atto di giustizia e di verità.

«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto» (Gv 15,1-2).

Questa giornata possa essere fruttuosa.

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