Cupidigia

cupidigia2

Lc 12,13-21

Cito un testo che mi è piaciuto molto e che faccio mio….

Nella lista dei vizi, cupidigia appare come contrassegno di una vita priva della conoscenza di Dio (Cf. Rom 1,29; 1Cor 6,10s), senza fede e ubbidienza (1Cor 5,10s; Ef 5,3). Là dove è spezzato il legame che unisce la creatura con il suo creatore, anche la convivenza umana cade nel disordine. L’uomo non ha più in Dio il suo fine e il suo compimento, cerca la pienezza in sé stesso, nella propria brama di possedere e di avere, erge sé stesso addirittura a idolo che aspira assoggettare tutto a sé. Perciò in Col 3,5 la cupidigia viene equiparata all’idolatria…
F. Selter, Dizionario dei concetti biblici del Nuovo Testamento, Bologna, Dehoniane, p. 444

Mi sembra che il testo citato ci aiuti a comprendere bene il senso della parabola di Gesù. L’uomo ricco e stolto (come gli empi) pensa di poter governare la sua vita grazie alle sue ricchezze, pensa di essere a posto perché ha abbastanza di cui vivere, dimenticando che il Signore della vita è solo Dio. Chi si comporta così risulta essere uno stolto perché non conosce Dio e neppure la realtà.

La domanda sul senso (non-senso) dell’accumulo delle ricchezze è data anche dal contesto dei due fratelli che litigano per l’eredità. La domanda di Gesù provoca per aiutarci a comprendere cosa valga veramente e come impostare la nostra vita. La cupidigia ci confonde e ci fa considerare fondamentale ciò che non ha alcuna importanza.

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