Guai a voi

figura-chi-e-senza-peccato

Lc 11,42-46

Questa volta Gesù punta il dito. Ma non lo fa nei confronti dei peccatori o delle persone ritenute border line rispetto alla legge.
Il dito è puntato contro gli scribi, i farisei, i dottori delle legge e contro di noi quando ci comportiamo come tali.

Non possiamo rilassarci di fronte a queste parole di Gesù, perché ognuno di noi ricade nelle situazioni da lui stigmatizzate.
Chi di noi può dire di non lasciare da parte la giustizia e l’amore di Dio?
Chi di noi può dire di non sbagliare le priorità e di non trovarsi a “perdere tempo” con ciò che è secondario, dimenticando ciò che è prioritario?
Chi di noi può dire non aver mai fatto la predica agli altri, innalzandosi su un bel pulpito, dimenticando che il primo destinatario delle parole che diceva fosse lui stesso?
Chi di noi si sente tranquillo di fronte a queste accuse e questi ammonimenti duri di Gesù?
Quante volte abbiamo interpretato la parte del figlio maggiore della Parabola del Padre misericordioso (Cfr Lc 15,25-32) reclamando la nostra giustizia formale e facendo fatica a comprendere la misericordia del Padre?
Chi di noi non si è mai sentito nei panni di Giona (cap. 4), rattristato e depresso, perché Dio aveva dato una nuova chance ai peccatori che, in extremis, si erano convertiti?

E’ a noi che il Signore rivolge questo duro ammonimento: guai a voi. In questo giorno sento che queste domande per l’esame di coscienza mi servono proprio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...