Un giogo dolce

giogo

Il giogo ha una connotazione negativa anche nella Bibbia. Il profeta Isaia, annunciando la venuta del messia, dice che egli spezzerà il legami del giogo (Cfr. Is 9,3) come segno di liberazione dall’oppressione.
Il Messia Gesù invece invita i deboli ad assumere il suo gioco per trovare riposo.
Non c’è contraddizione?

Come si sa il giogo ottimizza la forza di trazione animale, tenendo uniti e facendo camminare in parallelo le bestie da soma. Gesù ci invita ad assumere il giogo che porta lui e che, per il fatto di portarlo insieme (accanto a Gesù, stretti a lui in modo inscindibile), diventa leggero e occasione di comunione piena con il Signore.

Nelle allegorie dipinte nella volta sopra l’altare della Basilica inferiore nella chiesa di san Francesco ad Assisi, l’immagine del giogo indossato da Francesco rappresenta l’allegoria dell’obbedienza.

giotto_lower_church_assisi_franciscan_allegories-obedience_01

Lo cito perché l’obbedienza evangelica è davvero una via per rendere leggero il carico. Nell’obbedienza si condivide almeno in due quanto il il Signore ci chiede per mezzo dei superiori o per l’evidenza della vita; l’obbedienza dona pace al cuore quando è vissuta con libertà. 

Come Gesù trova pace nella relazione con il Padre, anche coloro che vivono l’obbedienza nelle sue varie forme, indossano il giogo di Cristo per poter camminare più velocemente e senza dispersioni alla méta della giornata.

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