La vera ricchezza sono gli amici

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Lc 16,1-13

Chi trova un amico, trova un tesoro! E’ un proverbio famoso che si impara fin da piccoli, anche se non tutti sanno che ha una radice biblica.
Eppure tante volte il denaro rovina l’amicizia, come anche i legami all’interno delle famiglie.
La parabola dell’amministratore disonesto sembra volerci mostrare l’altra possibilità che abbiamo: quella di usare le nostre ricchezze per aumentare le nostre amicizie.

Certamente l’esempio che Gesù porta è molto al limite dell’accettabile; i dubbi legati alla corruzione di questo modo di agire sono tutti leciti… eppure Gesù mette in evidenza la scaltrezza di quell’uomo che, messo alle strette, sa riconoscere la vera ricchezza e non si fa scrupoli nell’usare i beni per rafforzare le relazioni.
Quando sei con le spalle al muro e devi salvare ciò che è più prezioso (per esempio la tua vita, la tua salute, i tuoi figli, …) cominci a cambiare l’ordine delle priorità e senti che ci sono delle cose che non hanno prezzo, cose per le quali “non si bada a spese”.

La domanda che Gesù ci rivolge è: sai tu riconoscere veramente quello che vale? Sai abbandonare tutti gli scrupoli per trattenere e difendere ciò che ti fa veramente ricco? Sei tu abbastanza scaltro per vivere in modo sapiente in questo mondo? O hai bisogno di essere messo con le spalle al muro?

Ci sono altri passi del Vangelo dove Gesù, in modo molto radicale, ci chiede di rinunciare a molto per salvare la relazione. Pensiamo a quando Gesù ci dice: “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle” (Mt 5,38-42). Porgere l’altra guancia, non opporsi neppure al malvagio, non opporsi alle pretese sulle cose anche più essenziali … perché? Perché la relazione con l’altro vale più di ogni altra cosa.

Nessuno di noi è così povero da non aver qualcosa da condividere per creare amicizia. Nessuno di noi è così miserabile da non avere una via da percorrere per andare incontro all’altro e creare o rafforzare legami di amicizia.

Il Signore, oltre che invitarci alla scaltrezza, ci chiede di valutare bene cosa riempie la nostra vita, cosa le da veramente valore: il Vangelo ci ammonisce “là dov’è il tuo tesoro sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,21) e “Un amico fedele è rifugio sicuro: chi lo trova, trova un tesoro” (Sir 6,14).

Uno sorriso per concludere… (a scanso di equivoci, l’autore della vignetta è un prete).

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2 pensieri su “La vera ricchezza sono gli amici

  1. È molto bello quello che dici, dare quello che si ha per costruire relazioni! Qui la cosa incredibile però è che l’amministratore non aveva niente di suo da dare, e quello che usa l’ha rubato al padrone…. E il padrone lo loda! Dio ribalta i nostri punti di vista, con questa parabola sembra dirci che non dobbiamo avere paura di Lui, mai….. che possiamo fare qualsiasi cosa usando la sua ricchezza, anzi che dobbiamo!!! Dio possiede una ricchezza immensa e il suo maggiore desiderio è che noi la desideriamo , la vogliamo, in tutti i modi cerchiamo di ottenerla, anche a costo di rubarla. Guardiamo la parabola del figliol prodigo, il figlio giovane non si accontenta della sua vita tranquilla e obbediente come il fratello grande, vuole la sua parte di eredità , la sperpera, torna e ottiene un vitello grasso per festeggiare; il fratello tranquillo e obbediente non si deve preoccupare di niente, ma mai ha avuto neanche un capretto per far festa con gli amici. Guardiamo alla parabola dei talenti, chi per paura non ha il coraggio di far fruttare il suo talento finisce senza niente. Quello che Dio vuole dirci è che dobbiamo scuoterci, provare e riprovare, implorare e anche rubare il regno di Dio, come la donna che malata stupisce Gesù rubandogli la guarigione, come Maria che costringe Gesù a tramutare l’acqua in vino. il gesto di Gesù più incredibile per me è quello che compie sul fico che non aveva frutti, perché “ non era la sua stagione” dice il Vangelo, non ci sta nella mia testa il perché Gesù , mite e umile di cuore, debba arrabbiarsi tanto con un fico che non ha frutti perché non è stagione: l’unica risposta che riesco a darmi è che dobbiamo uscire dai nostri schemi , fare ciò che non è “normale”, uscire dalle abitudini, dalle comodità , da ciò che si è sempre fatto, da ciò che tranquillizza, e fare invece ciò che piace a Dio, qualcosa che cambia il ritmo, qualcosa che crea una nuova armonia e , come dici tu Andrea, a qualsiasi costo! Perché a chi ha sarà dato , e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.

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