Una porta stretta per entrare alla festa

porta

Lc 13,22-30

Il vangelo di questa domenica (XXI TO/C) si presenta come molto esigente e, come sempre quando siamo messi con le spalle al muro, ci troviamo a disagio. Come quel tale del Vangelo preferiremmo parlare con Gesù di situazioni generali, di problemi altri… sono molti quelli che si salvano? Ma Gesù non indulge a soddisfare la nostra curiosità e ci rimanda alla nostra responsabilità di scegliere: sforzatevi di passare per la porta stretta …

La porta stretta
L’immagine della porta è ricorrente nel Vangelo e nella Scrittura, come quella della via, evocata dal Vangelo di Matteo (cap. 7) e rimanda alla necessità di scegliere.  C’è un testo molto bello e simile del libro del Deuteronomio in cui il Signore, con grande passione, con l’affetto di un padre e di un educatore dice al suo popolo:

15Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. 16Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possesso. 17Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, 18oggi io vi dichiaro che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano. 19Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, 20amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe”. (Dt 30)

Come ogni educatore, Gesù sa di non poter fare altro che esortare e indicare la via; sta alla libertà dei singoli accogliere questo invito: scegli la vita, passa per la porta stretta. Gesù ha detto anche di essere lui la porta invitando i suoi discepoli a passare attraverso di lui per avere vita in abbondanza:

7Allora Gesù disse loro di nuovo: “In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. 8Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 10Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. (Gv 10)

L’invito di Gesù è quello di compiere una scelta in modo consapevole, di esercitare la nostra libertà senza lasciarsi spaventare dalle esigenze della scelta. Solo così si può avere vita.

La festa che ci attende oltre la porta
Spesso dimentichiamo che l’invito di Gesù non è in vista di una perfezione morale o personale, ma perché possiamo godere del compimento delle sue promesse, perché possiamo avere la vita in abbondanza, perché possiamo partecipare alla festa a cui siamo invitati. Le esigenze della sequela non hanno come esito la frustrazione del nostro desiderio di felicità, ma è proprio il contrario. Se Gesù ci chiede di passare per la porta stretta è perché desidera che noi entriamo con lui a quella festa che il Padre ha preparato per il suo Figlio e che il Figlio desidera condividere con i suoi amici.
Non basta ottenere l’invito, occorre diventare operatori di giustizia, vivere e porre in atto fatti di Vangelo. E’ l’esigenza dell’abito nuziale che ritroviamo nella parabola degli invitati a nozze narrata da Matteo (22,12-14).

La porta chiusa per gli operatori di ingiustizia
C’è il serio rischio di rimanere esclusi dalla festa! E questo non avverrà per un giudizio arbitrario del Signore, ma perché, pur avendo ricevuto l’invito e reputandoci prossimi al Signore, risultiamo operatori di ingiustizia.
Per operare l’ingiustizia, secondo il Vangelo, non è necessario compiere atti gravi, ma è sufficiente non aver corrisposto alle esigenze della chiamata. Se hai accolto il Vangelo, se hai posto la tua fiducia nel Signore, se mangi e bevi con lui, … la tua vita deve risplendere di giustizia, di quell’ordine nuovo che Dio è venuto a realizzare nel suo Regno (quello del Magnificat).

Verranno da Oriente, da Occidente, da Settentrione e da Mezzogiorno
L’invito alla festa non è esclusivo, è un invito rivolto a tutti gli uomini, di qualunque parte del mondo (dimensione cattolica), che abbiano accolto la parola del Vangelo e abbiano trasformato la loro vita. Tutti i discorsi riguardanti i destinatari dell’annuncio sono inutili, perché tutti sono coinvolti. La vera differenza non è a chi portare l’annuncio, ma se io sono stato capace di accoglierlo con frutto, se ho corrisposto con la mia vita alla parola nella quale ho posto la mia fiducia.

Una porta stretta, una festa grande, una possibilità che oggi si rinnova per noi.

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