Quando uno sguardo fa la differenza

Risorti-con-Cristo

Ez 37,1-14

La visione di Ezechiele delle ossa aride è una grande provocazione per tutti noi che, spesso, ci riduciamo a vedere intorno a noi solo segni di morte.
Il popolo d’Israele, al tempo di Ezechiele, si trovava deportato in Babilonia e non c’era più nulla dei fasti antichi, delle tradizioni gloriose: “Ora non abbiamo più né principe,
né capo, né profeta, né olocausto, né sacrificio, né oblazione, né incenso, né luogo per presentarti le primizie e trovar misericordia” afferma il profeta Daniele nelle stesse circostanze (Dn 3,38). Tutto sembra morto e senza speranza.

In questa situazione il Signore invita alla profezia: profetizza allo Spirito! La profezia è – prima di tutto – cominciare a guardare le cose secondo Dio, superare le apparenze e, senza negare i limiti, saper vedere oltre, saper vedere dove Dio vuole condurre il suo popolo a partire da quella situazione.
La profezia è poi una parola che porta vita, che rimette in connessione ciò che era slegato e – dunque – morto. La profezia è una parola creativa e liberatrice che consente di ritrovare un senso e una prospettiva anche in circostanze dure e difficili.

Tutto questo rappresenta una grande provocazione per noi che rischiamo di perdere lo spirito profetico e di allinearci alle letture nefaste e mortifere che prevalgono nella cultura odierna. Il Signore ci conceda la visione del suo Regno e ci aiuti a vedere oltre le apparenze, per poter accogliere quella parola che è capace di restituirci la vita.

 

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